UN CALICETTO CON SUPPE’ APRE LA STAGIONE DI GRADO AL BIAGIO MARIN

ULTIMO APPUNTAMENTO CON L’OPERETTA AGLI SPECCHI DI TRIESTE
ottobre 24, 2013
GALA DELL’OPERETTA E DEL MUSICAL
novembre 27, 2013

VENERDI’ 25 ottobre 2013 alle ore 20,45

“Un calicetto con Suppè”, la divertente commedia con musiche d’operetta, apre la stagione di Grado al Teatro Biagio Marin.

L’idea che l’ Associazione Internazionale dell’Operetta fvg ha avuto è quella di sviluppare un racconto della figura di Franz von Suppè, in chiave divertente e nello stesso momento celebrativa delle migliori arie tratte dalle composizioni delle sue operette. Tra queste le più note sicuramente Boccaccio, omaggio all’Italia alla quale sentiva profondamente di appartenere, e La bella Galatea, che fu la risposta ironica a La Bella Elena dell’altro grande dell’epoca Jacques Offenbach, che dal mondo tedesco era invece approdato alla Francia e considerato dai più il padre dell’operetta.

Nome d’arte di Francesco Ezechiele Ermenegildo Cav. Di Suppè – Demelli, Suppè nacque a Spalato nel 1819, visse la sua infanzia a Zara per poi trasferirsi a Padova a studiare legge. Nipote di Donizetti, sin da giovanissimo la sua grande passione fu la musica. La sua prima composizione fu eseguita nel 1832 in una chiesa francescana di Zara. Di lui si raccontano straordinari aneddoti e appassionanti memorie, sia di quando trascorreva le sue allegre serate a Trieste all’Osteria del Pappagallo, ritrovo degli artisti cittadini, sia della sua lunga e proficua carriera che lo vedrà a Vienna fondatore dell’operetta viennese, città austriaca nella quale si trasferì giovanissimo alla morte del padre.

Un oste e una cameriera servono gli avventori di una affollata osteria, tra questi un giovane cantante di belle speranze ma “de pochi schei”. Anche la giovane cameriera vorrebbe apparire sulle scene del teatro musicale. L’oste ha visto generazioni di artisti, compositori, pittori famosi o squattrinati nel suo locale, ne conosce i vizi e le virtù; sempre pronto a raccontare aneddoti e storie, pettegolezzi e verità, ma anche ad ascoltare le belle voci che ogni tanto emergono dal grande calderone dei senza possibilità.

L’oste è l’attore e regista triestino Maurizio Soldà, che da tanti anni raccoglie materiale di racconti, storie e tradizioni della cultura giuliana, istriana e dalmata, trasformandole in spettacoli teatrali di natura popolare, quant’anche colti e divertenti. I due cantanti sono il tenore Andrea Binetti e la soprano Marianna Prizzon, per i quali non serve spendere molto sulla loro professionalità nel campo dell’operetta, basti citare che Binetti cominciò la sua carriera con Sandro Massimini e da allora non ha mai smesso di ricordare a Trieste e al mondo l’animo musicale della città. La Prizzon si esibisce in molti teatri italiani e stranieri, sia nel repertorio operistico che nelle operette. Al pianoforte Antonella Costantini che, oltre ad accompagnare i due protagonisti, sottolineerà l’atmosfera con alcune bellissime arie del compositore dalmata, tra cui numerose Ouverture di grande respiro. Un narratore Rossana Poletti inquadra con brevi tratti storici, ambienti, personaggi e storia musicale.