Carriere luminose per gli attori rivelati con il Premio Massimini

E’ stato interpretando la buffa parte dell’imbranato La Gaffe nel “Paese dei campanelli” nel luglio del 1970 che Sandro Massimini ha debuttato al Politeama Rossetti, inaugurando il Festival internazionale dell’Operetta; ed è stato durante la sua esibizione al Teatro Verdi, esattamente nello stesso ruolo, che Manuel Frattini ha ricevuto nel luglio del 1997, durante l’intervallo dello spettacolo, il Premio Nazionale Sandro Massimini, prima edizione. Premio assegnatogli però soprattutto per la splendida, acrobatica esibizione alla Tripcovich nella parte di Cosmo nel musical “Cantando sotto la pioggia”. Da allora non si contano i successi di Frattini, anche a Trieste, da “Sette spose per sette fratelli” a “La piccola bottega degli orrori”, da “Omaggio a Gershwin” a “Pinocchio”, fino all’Oneman show del 2006.

Un’altra rivelazione del Premio Massimini è stata Gianluca Guidi, il figlio di Johnny Dorelli e Lauretta Masiero, che ha ricevuto il riconoscimento nel ’98 durante le recite di “Stanno suonando la nostra canzone” al Cristallo, in particolare per l’impeccabile ruolo sostenuto nel musical “Gigi” accanto a Calindri. E da allora non si contano i successi di Guidi, da “Promesse promesse” a “Taxi a due piazze” fino al trionfo nel 2006 con “The Producers” di Mel Brooks.

Più affermato era già il giovane attore, oscar della simpatia, a cui è andato il Premio ’99: lo straordinario successo di “Grease” accanto alla Cuccarini aveva infatti già reso popolare Giampiero Ingrassia, anche per le apparizioni televisive, e negli anni successivi anche il figlio del grande Ciccio ha fatto onore al Massimini con brillanti affermazioni da “Full Monty” a “Harry ti presento Sally” e in fiction Tv.

Pochi avrebbero puntato invece su Antonello Angiolillo, malgrado le apparizioni alla Tv da Limiti e il ruolo di San Francesco affidatogli in un musical ad Assisi: ma ancora una volta nel 2000 è stata un’ottima scelta perché da allora Angiolillo ha inanellato successi come “Company”, “Giuseppe e il manto multicolore”, “Tutto fa Broadway” “Metropolis” e perfino una nuova opera lirica, arrivando al Festival dell’Operetta con “Al Cavallino Bianco”, applaudito Leopoldo.

Premio 2001 per Michel Altieri: un’esperienza in “Rent” e poi via con Tato Russo, autore e produttore infallibile, che gli ha fatto girare l’Italia per anni con due personaggi eccezionali della letteratura, prima il Renzo dei “Promessi Sposi” e poi Dorian Gray nel capolavoro di Oscar Wilde, trasformato da Russo in un autentico long-running. Il panorama del teatro musicale leggero era ormai cambiato con il trionfo di megaproduzioni degne di Broadway e due di queste, “Notre Dame de Paris” di Cocciante e “Tosca, amore disperato” di Dalla hanno messo in evidenza diversi giovani di talento, tra cui è stato scelto per ardente eclettismo Graziano Galàtone, premiato al Rossetti, presente Dalla, per il 2003.

Più fedele alla commedia musicale alla Garinei-Trovajoli-Landi è “Vacanze romane”, spettacolo ispirato al romantico film con Audrey Hepburn e Gregory Peck, in cui c’è la parte di un instancabile, goliardico paparazzo: nelle due stagioni l’unico a essere confermato è stato appunto l’interprete di questa emblematica figura della dolce vita, Christian Ginepro, un giovane che aveva già recitato con la Rancia e con Guidi e che ha meritatamente ricevuto a Pordenone il premio del 2004, settima edizione, apparendo poi come il ciclista Bini alla Tv nella fiction record su Bartali, toccando il massimo della carriera come acclamato protagonista de “Il giorno della tartaruga” assieme a Chiara Noschese e come regista nel nuovo musical “Robin Hood”.

Nel 2005 il premio è andato per la prima volta a un triestino, Davide Calabrese, premiato dalla soubrette Lorella Cuccarini, che dopo essersi rivelato come comandante Georg von Trapp in “Tutti insieme appassionatamente” ha ricoperto ruoli di rilievo in “Il divo Garry di Noel Coward e in un itinerante omaggio a Giorgio Gaber.

A Edoardo Luttazzi è stato consegnato il premio 2006 per la sua interpretazione di Giuda in “Jesus Christ Superstar” della Compagnia della Rancia e per il ruolo di Giuliano de’ Medici ne “Il principe della Gioventù” di Riz Ortolani. Filippo Strocchi è stato premiato nel 2007 per la sua brillante interpretazione di Danny Zuko in Grease, che l’ha lanciato anche sul piano internazionale, essendo stato chiamato al Palladium Theatre di Stoccarda nel cast di “Wicked – Die Hexen von Oz”.

il riconoscimento, per la decima edizione del 2007, è andato a Filippo Strocchi, modenese, che a soli 25 anni è stato impegnato nel tour italiano della nuova edizione del musical “Grease”, ricoprendo con successo, per la Compagnia della Rancia, il ruolo di protagonista e diventando così il più giovane Danny Zuko nella storia del musical nel nostro paese, ruolo che fu assunto al debutto da un altro premio Massimini del 1999, Giampiero Ingrassia.

Nel 2008, undicesima edizione, il premio è andato a Massimiliano Pironti, una delle più interessanti e poliedriche personalità affermatesi in questi anni nel campo italiano dello spettacolo. Giovane artista di Colleferro, in provincia di Roma, Pironti vantava già un curriculum di prim’ordine. A soli 28 anni egli aveva infatti scalato tutti i gradini del successo, partendo dalla più inconsueta delle basi, quella della pittura, per poi affermarsi nella danza, sia classica che moderna, e imporsi infine come interprete brillante e comunicativo nel campo del musical, passando anche per l’operetta.

il riconoscimento per il 2009, dodicesima edizione, è stato assegnato all’artista triestino Riccardo Simone Berdini, che vanta infatti un curriculum di straordinaria versatilità, tanto da potersi così definire: attore, cantante, musicista e compositore, appassionato cultore di cinema, fumetti, musical e rock. La sua prima apparizione risale al 2004 a Trieste, quando lancia il musical “Il Bambino Alogeno”, da lui ideato, scritto, diretto e interpretato, ma la vera carriera ha inizio alla Bernstein school of musical theatre di  Bologna, dove si diploma nel 2008 sotto la guida di Shawna Farrell,  interpretando impegnativi ruoli da protagonista in “Parade” ( Frank), “Sweeney Todd (Tobin) e “Into the Woods (Baker). Ruoli in cui emerge anche al Rossetti di Trieste per il vulcanico virtuosismo. E nello stesso 2008 eccolo affermarsi come il gangster Happy Mac e il Mendicante, protagonisti di”Beggar’s Holliday” di Duke Ellington, versione jazz dell’”Opera da tre soldi” di Brecht, nella prima europea al Teatro Comunale di Bologna con la regìa di Gianni Marras.

Nel 2011, tredicesima edizione, la giuria ha assegnato il premio a Simone Leonardi, artista romano nato nel 1982 e acclamato protagonista del musical. Giunto al Politeama Rossetti su uno sfavillante bus rosa giramondo che si chiama Priscilla, la regina del deserto, il pubblico ha potuto constatare come al suo strepitoso successo abbia contribuito in modo determinante la classe e l’estro di Simone, accanto a un altro Premio Massimini, Antonello Angiolillo, e a Mirko Ranù. La recitazione e il canto di Leonardi trovano infatti in questo visionario e intrigante spettacolo di Drag Queen, in sensazionale produzione italiana, la loro piena consacrazione nell’ironico e sognante personaggio di Bernadette, con unanimi, entusiastici consensi di pubblico e di critica.

Il riconoscimento per il 2012, quattordicesima edizione, è stato assegnato all’ attore romano Mirko Ranù, il quale ha già raggiunto a 26 anni una felice sintesi di canto, danza e recitazione, dimostrando estro e fantasia e completando, accanto ad Antonello Angiolillo e a Simone Leonardi, la triade degli irresistibili interpreti del musical Priscilla, la Regina del Deserto, campione di incassi, ora tutti insigniti del Massimini.